PMI italiane ed è innovazione

Si parla spesso di crisi e di quanto questa possa essere dura per l’economia, meno spesso purtroppo si parla di come dalla crisi ci si può affrancare: oggi no, oggi ci concentriamo sulle piccole e medie imprese italiane.
Osservatorio congiunturale di Fondazione Impresa, è proprio da qui che parte la nostra riflessione. Anche se è sicuramente ancora presto per parlare di una ripresa ad ampio regime la Fondazione evidenzia segnali positivi soprattutto per quanto riguardano gli ordini, il fatturato e l’export.
Non a caso notiamo che le PMI italiane non sono estranee al fare innovazione. Su un campione di 600 unità sparse in tutto il territorio un notevole 30% ha risposto in maniera più che affermativa, soprattutto per quanto riguarda il “processo di produzione” il 57% con tutte le novità che intendono migliorare l’efficienza produttiva riducendone i costi, a queste poi sono spesso accompagnate da “innovazioni del prodotto” nel 45% dei casi.
Ma quanto costa l’innovazione in Italia? Quanto si è disposti a spendere? Vediamo i range, nella maggior parte dei casi è un importo inferiore a 10mila euro, il 55%, compreso tra 10mila e 50mila Euro per il 23% e superiore a 50mila per il 22%. E i risultati sono positivi visto che l’88% di questi hanno ricevuto un’influenza positiva sul proprio fatturato, si abbassa la percentuale ma di poco per il 52% che ammette di aver allargato addirittura il proprio mercato di riferimento.
Certo non ci sono solo buone notizie, restano ancora molti imprenditori che non hanno promosso alcuna innovazione, che le PMI diciamo così “innovate” sono per la maggior parte nel Nord Italia e che sono concentrate in specifici settori, ma come dicevamo all’inizio è forse presto per parlare di una ripresa effettiva, in altre parole, siamo solo all’inizio c’è tanto ancora da fare. 

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