In un mondo dove tutto è fluido e mutevole navighiamo sui media e galleggiamo in equilibrio

navighiamo sui media

Essere fluidi è una prerogativa della modernità. Siamo passati prepotentemente da un era in cui la materia dava certezza e verità quasi assolute a un mondo dove tutto è fluido, mutevole.

Internet e tutte le nuove tecnologie digitali sono fluide e volatili, e ci siamo resi consapevoli di essere costituiti prevalentemente di tempo. Navigare oggi vuol dire essere liquidi e scorrevoli, essere in ogni dove e in ogni quando abbattendo qualsiasi barriera di spazio temporale. È tuttavia questa una buona metafora per comprendere come deve essere la comunicazione nell’era della liquidità.

A tale proposito mi piace fare riferimento al testo Liquid modernity, del sociologo Zygmut Bauman che propone un’analisi chiara sui cambiamenti che la nostra società sta attraversando. Cambiamenti di potere, di controllo e di comunicazione. Laddove il controllo rappresentava uno spazio e dunque la materia, oggi questo spazio è andato via via allargandosi verso mete più lontane con la conseguente perdita di controllo, dunque si è passati da uno spazio ben definito e controllato, spazio-materia, a uno spazio fatto di tempo dove tutto può essere e convergere nello stesso tempo, un tempo-fluido e dinamico. Il tempo nella nostra era liquida, rappresenta l’aspetto più importante dei cambiamenti in corso.

In questa fase di liquefazione non solo cambiano gli asset spazio-temporali  ma anche quelli delle relazioni sociali e della comunicazione  che sostituendosi ai vecchi modelli di quella del 900 portano ad una sfrenata e flessibile comunicazione interattiva, dove chiunque ha la possibilità di creare e scambiare contenuti raggiungendo un pubblico potenzialmente enorme cambiando radicalmente le relazioni tra emittente e destinatari, e di conseguenza anche tra azienda e consumatori.

Nella modernità liquida, si passa da un modello di diffusione Broadcasting a quello Narrowcasting, dove l’individuo/utente ha la possibilità di poter vendere la propria identità senza l’obbligo di dover accorrere alla mediazione di un’autorità centrale (intesa questa in senso lato). Tutto ciò fa avanzare la profonda convinzione che nell’era del web e della liquidità, l’eventuale successo o insuccesso di qualsiasi uomo o donna è esclusivamente frutto delle proprie capacità. Per cui la comunicazione è un’opportunità oggi aperta a tutti. E nella società liquida la metafora dell’acqua può rendere chiaro il concetto di comunicazione individuale “come l’acqua anche tu puoi provare ad assumere la forma di qualsiasi contenitore rimanendo te stesso”, una metafora sulla quale vale la pena meditare.